L'origine dei sogni - Nella Stanza dello Psicologo
15351
post-template-default,single,single-post,postid-15351,single-format-standard,ajax_fade,page_not_loaded,,qode-title-hidden,qode-theme-ver-13.1.2,qode-theme-bridge,wpb-js-composer js-comp-ver-5.4.5,vc_responsive

L’origine dei sogni

I sogni sono manifestazioni psichiche ricche di significato che provengono dall’attività mentale.

Secondo i popoli antichi i sogni erano rivelazioni fatte dagli dei che avevano lo scopo di predire il futuro. La concezione profetica del sogno accomuna molte culture (dagli Egizi, ai Greci, alle tribù indiane), tuttavia, il significato che gli viene attribuito cambia di popolo in popolo. Per alcuni, ad esempio, aveva la funzione di predire l’arrivo di disgrazie e catastrofi, per altri il richiamo ad una missione specifica. Inoltre era considerato qualcosa che non nasceva dalla mente del sognatore ma da un’ entità esterna.

Secondo Aristotele il sogno rappresentava  una profezia a livello diagnostico, in quanto annunciava la presenza di una malattia fisica, amplificando alcune percezioni fisiche durante la notte.

Con il passare dei secoli il sogno assume significati differenti, fino ad arrivare all’ inizio del XIV secolo, quando Freud identifica in esso un nesso con l’inconscio, attraverso il quale era possibile accedere al mondo del rimosso.

Perché sogniamo?

Il materiale onirico è collegato alla nostra esperienza cosciente, tuttavia non è facile portare alla luce questo rapporto e non è neanche scontato che ciò avvenga.  Molte volte accade che il sogno evochi nomi, immagini, paesaggi, persone o esperienze che pensiamo di non aver mai visto né vissuto, ma che invece sono state catturate dalla nostra memoria durante la veglia e rievocate nel sonno. Questo accade molto spesso, soprattutto rispetto alle esperienze vissute nell’infanzia, sia che esse abbiano lasciato una traccia nella coscienza, sia che siano state dimenticate e non hanno avuto più importanza. Infatti, a differenza dello stato di veglia, nel sogno si ripropongono anche esperienze o sensazioni che non hanno avuto alcuna importanza per la coscienza. Come sostiene Scholz, “niente di ciò che abbiamo  posseduto nella mente una volta può andare completamente perduto”. Egli ci ricorda che tutto quello che viviamo lascia una traccia nella nostra memoria, anche le cose più insignificanti.

Il contenuto dei sogni

Il contenuto dei sogni trae ispirazione da diversi stimoli. Questi stimoli possono essere interni o esterni. Nel caso di stimoli esterni, possono esserci luci o suoni che provengono dalla stanza o movimenti durante il sonno che diventano stimoli sensoriali da cui originano i sogni. Allo stesso tempo anche stimoli interni, provenienti dal nostro corpo, possono diventare la fonte di un sogno. Un caso interessante è quello delle allucinazioni ipnagogiche fenomeni visivi che compaiono durante la fase di addormentamento, percepite dal sognatore come presenze reali in movimento. Ricordo che mio padre, poco prima di morire, mi raccontò di un sogno, descrivendomi le sue sensazioni come fossero reali. Mi disse di aver visto dei “fantasmini” presenze indefinite che lo indispettivano fingendo di offrirgli del cibo, proprio mentre lui cercava invece di addormentarsi. Le immagini di questo sogno erano allucinazioni, chiaramente collegate alla sua esperienza interna e reale, ovvero la certezza che non sarebbe vissuto ancora a lungo.

Le allucinazioni ipnagogiche non fanno riferimento solo ad immagini mentali, anzi, possono riguardare anche suoni, parole, voci  e altro ancora.

Come affermano alcuni studiosi, mentre sogniamo le percezioni sensoriali che provengono dal corpo sono molto più profonde, ed è possibile avvertire sensazioni che non percepiamo durante la veglia e che vengono trasformate dai processi mentali in immagini oniriche. E’ noto infatti, che in presenza di disturbi fisici, la frequenza di sogni angoscianti di un certo tipo è maggiore. Questo perché, durante il sonno, la nostra psiche si estranea dagli stimoli che provengono dall’esterno e vi è una maggiore attenzione verso le sensazioni corporee che provengono dall’interno.

I sogni tipici

Un altro aspetto che può interessare il lettore riguarda i cosiddetti “sogni tipici”, quelli che almeno una volta nella vita abbiamo fatto tutti. Mi riferisco al sognare di volare, perdere i denti, cadere, trovarsi nudi, perdere una persona cara etc. Secondo le teorie che sostengono che le immagini oniriche si costruiscono a partire da stimoli fisici, sogni di questo tipo, molto comuni nel vissuto delle persone, partono dal presupposto che essi provengano da stimoli fisici, come ad esempio la bocca, il corpo scoperto, un movimento brusco degli arti e altri ancora. Seppure possibili, queste ipotesi sono insufficienti a spiegare l’origine dei sogni,  perché dietro di essi si celano anche processi psichici,  pensieri inconsci ed emozioni profonde. Ad esempio, il sogno di essere nudi davanti a degli estranei può essere collegato a sentimenti di vergogna, o come sostiene Ferenczi potrebbe essere ricondotto al desiderio infantile di esibizione.

Come abbiamo visto le fonti dei sogni possono essere diverse, possono originare da esperienze infantili, sensazioni corporee, stimoli esterni, emozioni inconsce. Non è possibile infatti definire delle regole generali per interpretare i sogni, poiché in essi agiscono stimoli somatici e psichici (Wundt). Mentre sogniamo abbiamo la sensazione di fare esperienze reali, crediamo che quello che stiamo vivendo sia vero perché la psiche non può provarne la realtà oggettiva in quel momento.

Il sonno infatti ci porta inconsapevolmente in un mondo parallelo, dove l’attenzione non è cosciente, la memoria spesso è libera dalla censura e tutto è possibile!

 

Dott.ssa Eliana Capannolo

Riceve su appuntamento

3332072071

 

Bibliografia

Sigmund F., L’interpretazione dei sogni. Rizzoli Libri, Milano, 1986-2018

Wundt, Grundzuge der physiologischen Psychologie, II, 2 ed., 1880.

Scholz FR., Schlaf und Traum, Lipsia, 1887.