DISTURBI D’ ANSIA E FOBIE: DIAGNOSI E TRATTAMENTO - Nella Stanza dello Psicologo
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DISTURBI D’ ANSIA E FOBIE: DIAGNOSI E TRATTAMENTO

I DISTURBI D’ANSIA

L’ansia è una normale risposta fisiologica dell’organismo che si prepara ad affrontare una situazione potenzialmente pericolosa, ma quando diventa intensa e sproporzionata rispetto all’evento, ci troviamo in una condizione psicopatologica.

I disturbi d’ansia sono più frequenti nelle donne rispetto agli uomini. Le donne hanno un rischio due volte maggiore di avere un disturbo d’ansia, a causa di una serie di fattori ormonali e culturali.

L’ansia può caratterizzare alcuni stili di personalità ma può anche rappresentare una sintomatologia, che ha diverse origini. Freud ad esempio, correla l’ansia ad alcune paure:

1)  perdita di una persona significativa;

2) perdita dell’amore, vissuto in termini di rifiuto e incapacità di essere amati;

3) perdita dell’integrità corporea;

4) perdita dell’approvazione da parte della propria coscienza.

Queste paure spesso, sono associate a sentimenti di colpa, vergogna e vissuti depressivi.

Le persone ansiose riportano anche sintomi cognitivi, quali difficoltà di concentrazione, problemi di memoria e altri disturbi cognitivi.Da un punto di vista somatico l’ansia si accompagna anche ad aumento del battito cardiaco, sudorazione, dispnea, sensazione di avere un nodo stretto alla gola, sensazione di intorpidimento alle mani e ai piedi,  etc.

Tra i Disturbi d’Ansia possiamo distinguere la Fobia Specifica, la Fobia sociale, l’ Agorafobia, il Disturbo di Panico e il Disturbo d’Ansia Generalizzato. In questo articolo verranno approfondite le Fobie e il trattamento terapeutico di questi disturbi.

LE FOBIE

La Fobia nel DSM V (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali) viene inclusa nella categoria dei disturbi d’ansia. Essa è una manifestazione psicopatologica dell’ansia che si trasforma, attraverso meccanismi di difesa, in un sintomo fobico specifico. Le persone con una fobia riescono a rimanere libere dall’ ansia quando non sono esposti a stimoli particolari proprio perchè essa si concentra sull’ oggetto da evitare.

I sintomi fobici, possono riguardare diversi oggetti o situazioni, come la paura degli animali, del rapporto con gli altri, dell’altezza, degli spazi chiusi o aperti etc.

Questi sintomi molto spesso sono correlati ad aspetti  della personalità che, come vedremo, sono ben più ampi e complessi. La fobia ad esempio, nasce da conflitti interni irrisolti, traumi rimossi che vengono spostati su oggetti sostitutivi per diminuire la tensione interna che accompagna il conflitto. L’oggetto esterno, protagonista della nostra paura, diventa un sostituto dell’oggetto reale interno che abbiamo rimosso o del quale non siamo consapevoli. Anche il sentimento associato al conflitto può essere rimosso e trasformato nel suo contrario, come ad esempio, la paura degli aerei può rappresentare non la paura di volare, quanto piuttosto il desiderio di farlo e liberarsi da qualcosa.

LA FOBIA SPECIFICA

La Fobia Specifica si caratterizza per una risposta intensa ed eccessiva, rispetto ad uno stimolo, verso il quale solitamente l’organismo non attiverebbe una risposta del genere.

L’oggetto della fobia specifica è rappresentato da situazione o uno stimolo, come ad esempio l’acqua, un temporale,  gli spazi chiusi, dover fare un’iniezione, sottoporsi a cure mediche, la vista del sangue,  prendere un aereo oppure un oggetto specifico o un animale.

L’età di esordio può essere precoce (5-9 anni) o tardiva (20-25 anni), anche se di solito avvengono in età infantile.

Le persone con una fobia tendono a sfuggire all’ansia, evitando l’oggetto o la situazione specifica, oppure possono manifestare ansia anticipatoria pensando di doversi esporre allo stimolo-situazione specifiche. Queste paure  causano un disagio significativo e compromettono il funzionamento sociale, lavorativo e relazionale della persona.

LA FOBIA SOCIALE

La Fobia sociale si caratterizza per un’ intensa ansia,  paura o estremo imbarazzo di fronte a situazioni specifiche che espongono la persona ad un pubblico. Queste situazioni possono essere differenti, come ad esempio tenere un discorso in pubblico,  sentirsi osservati, andare ad una cena o ad una festa etc. L’età di esordio di solito avviene in adolescenza e questo compromette significativamente anche il funzionamento scolastico e sociale dell’individuo. Possono seguire anche l’uso incongruo di sostante e di alcol nel tentativo di alleviare i sintomi dell’ansia.

Le persone con ansia sociale sperimentano forte ansia per il timore di sentirsi giudicati, mostrare imbarazzo o essere umiliati. Tendono spesso ad assumere posizioni lavorative isolate e appaiono estremamente riservati.

L’ AGORAFOBIA

E’ un disturbo che si caratterizza per la presenza di ansia intensa in situazioni o luoghi dai quali sarebbe difficile andar via e chiedere aiuto in caso di panico. Più la persona ha la sensazione di non poter scappare, più aumenta il suo stato di allarme e la sua ansia. Le persone con agorafobia possono avere attacchi di panico improvvisi in determinate situazioni, oppure, al contrario, evitare specifici luoghi o stimoli. In caso di attacco di panico molto spesso si rivolgono ad un pronto soccorso a causa di una serie di sintomi somatici che vengono avvertiti. L’attacco di panico può durare dai 5 ai 20 minuti, al termine dei quali i sintomi somatici regrediscono.

Secondo alcuni studi recenti, gli attacchi di panico che si verificano in presenza di agorafobia potrebbero avere un correlato puramente fisiologico, mentre da un punto di vista psicodinamico, alla base dell’agorafobia e dell’attacco di panico potrebbero esserci invece conflitti irrisolti e specifici.

Le persone con agorafobia vivono spesso situazioni di dipendenza dagli altri perché hanno un costante bisogno che qualcuno sia con loro a fornire rassicurazioni. A queste problematiche possono associarsi anche sintomi depressivi o uso improprio  di sostanze stupefacenti.

IL TRATTAMENTO TERAPEUTICO

Molto spesso le persone arrivano in terapia quando il sintomo è diventato così forte da interferire con il lavoro, con le relazioni, con gli affetti e il benessere individuale. Quando il sintomo diventa gravoso, liberarsene è una priorità. Purtroppo però, i problemi di origine psicologica vengono medicalizzati e questo impedisce alla persona di vedere al di là del sintomo e comprendere che esso è la manifestazione di qualcosa di più complesso. Il lavoro del clinico di formazione psicodinamica non è solo quello di aiutare la persona a rimuovere il sintomo, ma soprattutto quello di aiutarla a comprenderne il significato, di dare spazio e valore alla soggettività, conoscere le dinamiche inconsce che sottendono a quel problema e lavorare per impedire che esso torni nuovamente aggravato dagli interessi. Potremmo immaginare il sintomo come la punta di un iceberg, ovvero la parte visibile di un problema che nasconde aspetti più complessi.

I trattamenti proposti per i Disturbo d’Ansia possono essere sia farmacologici che psicoterapeutici. Essi variano a seconda della gravità della sintomatologia, della presenza di altri disturbi in comorbidità, di patologie psichiatriche etc. Il trattamento deve tenere conto non solo della problematica presente, ma soprattutto della persona che sta chiedendo aiuto e della sua individualità. Prima di tutto è necessario che vi sia un clima di fiducia tra il clinico e il paziente, in quanto è proprio grazie a questa relazione che si possono strutturare interventi efficaci, sia farmacologici che psicoterapeutici. Le terapie farmacologiche possono essere molto efficaci nell’alleviare immediatamente la sintomatologia ansiosa, tuttavia queste terapie potrebbero generare una dipendenza in alcuni casi specifici, per questo motivo è molto importante monitorare periodicamente la situazione e parlarne con il proprio terapeuta. I farmaci maggiormente utilizzati per alleviare i sintomi ansiosi sono le benzodiazepine e gli inibitori della ricaptazione della serotonina (SSRI).

Il trattamento psicoterapeutico per i disturbi d’ansia è molto efficace, varia a seconda della persona e dell’approccio del terapeuta e richiede un numero di sedute che difficilmente può essere definito a priori. Lo scopo della psicoterapia è quello di identificare il problema principale, dare un significato a ciò che sta accadendo, aiutare la persona nella gestione della sintomatologia, fornire strumenti utili ed efficaci per garantire un miglioramento che non sia solo immediato, ma che possa durare nel tempo.

Per la gestione dei sintomi ansiosi ci sono anche altri trattamenti molto utili, come quelli che si basano sull’ apprendimento di tecniche specifiche quali la mindfulness, la meditazione, il training autogeno. Queste tecniche possono aiutare la persona a gestire determinati stati emotivi e ed alleviare i sintomi dell’ansia.

 

Dott.ssa Eliana Capannolo

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Bibliografia

Lingiardi V., McWilliams N., PDM-2. Manuale diagnostico psicodinamico, Raffaello Cortina Editore, Milano, 2018.

American Psychiatric Association., DSM-V. Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, Edizione Italiana, Raffaello Cortina Editore, Milano, 2014.