La Depressione – Un lento percorso verso la guarigione - Nella Stanza dello Psicologo
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Depressione e cura - Dottoressa Francesca Casamassima

La Depressione – Un lento percorso verso la guarigione

Molte persone affermano ogni giorno “mi sento triste” oppure “sono depresso”. Ma siamo sicuri che la depressione sia solo tristezza?
La depressione è il disturbo mentale più diffuso: in Italia colpisce circa 2,8 milioni di persone e, rispetto alla media dei paesi europei, è molto diffusa tra gli adulti, in particolare tra i 15 e i 44enni. Attualmente il disturbo riguarda soprattutto le donne e tra gli over 65 è sempre più in aumento.
A volte, si manifesta con isolamento, allontanamento dalle persone amate, un grande sconforto e la sensazione che tutto ciò che si è vissuto fino ad ora non valga più la pena di essere vissuto.
Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta.

Come si manifesta?
Le persone che soffrono di depressione possono sperimentare un’angoscia persistente, tendono a provare poco piacere o soddisfazione nella attività della vita e possono sperimentare di frequente sentimenti di colpa, vergogna e un profondo senso di inadeguatezza. Inoltre, sperimentano alcuni dei seguenti sintomi: mancanza di energie, anedonia (incapacità di godere dei normali piaceri), cambiamenti dell’appetito, disturbi del sonno (insonnia o ipersonnia), irrequietezza, pensieri di autolesionismo o suicidio.
Pertanto, la depressione è un disturbo che colpisce sia la mente che il corpo, compresi il sistema cognitivo, il comportamento, il sistema immunitario e il sistema nervoso periferico. A volte, i sintomi fisici come cefalea, disturbi del sonno, dell’appetito o affaticabilità possono addirittura mascherare i sintomi emotivi e la persona che ne soffre si recherà in prima istanza dal medico di base.

I temi principali attorno a cui si organizza la personalità depressiva possono essere la tendenza a rivolgere contro se stessi sentimenti negativi (per esempio, un’“aggressività rivolta verso l’interno”) e la perdita e l’abbandono.
Freud ha suggerito l’ipotesi che un importante precursore delle inclinazioni depressive sia l’esperienza di una perdita prematura. Gli studi in letteratura sottolineano correlazioni tra lo sviluppo cerebrale, eventi ambientali stressanti e condizioni depressive. Pertanto, per una valutazione corretta, occorre prendere in considerazione le attitudini psicologiche, i fattori familiari e ambientali coinvolti sia nell’esordio sia nel mantenimento nel tempo dei sintomi depressivi.
Alcuni autori hanno individuato due particolari tipologie di problematiche depressive: quella introiettiva, detta anche “melanconica” e quella anaclitica.
Le persone con un orientamento psichico introiettivo presentano una tendenza all’autocritica eccessiva, quasi punitiva, sentimenti di inferiorità, di autosvalutazione e colpa. L’autostima risente dell’amore dell’altro, infatti, queste persone hanno spesso la sensazione di avere fallito le aspettative degli altri; temono di perdere l’approvazione, il riconoscimento e l’amore delle persone più importanti. Inoltre, vi è la propensione ad autoaccusarsi e ad attribuire la sofferenza alla propria intrinseca “cattiveria”. Per questi motivi, le persone con pattern depressivi introiettivi fanno di tutto per mostrarsi agli occhi degli altri come “buone” suscitando negli altri facilmente simpatia e ammirazione.
Le persone con un orientamento psichico anaclitico si contraddistinguono per un’alta reattività alla perdita e al rifiuto. Possono presentare sentimenti di vuoto, disperazione, debolezza, solitudine; paura di essere abbandonati, non amati e desiderano essere aiutati, nutriti, protetti dalle persone significative. I pattern depressivi anaclitici sono spesso associati ad una rottura della relazione con il caregiver primario, pertanto, fanno esperienza degli altri come inaffidabili e instabili.

Come combattere la depressione?
Il primo passo da compiere è chiedere aiuto ad un terapeuta specialista.
I primi incontri serviranno ad entrambi, terapeuta e paziente, per creare insieme un quadro chiaro della situazione che la persona sta vivendo. Il compito del terapeuta sarà quello di provare a sciogliere i nodi di ciò che man a mano emerge dalle sedute.
Importanti saranno i racconti, i sogni, le descrizioni ed emozioni che il paziente porterà ad ogni incontro.
Dopo una lunga fase di conoscenza ed esplorazione, potrà nascere una modalità di rapportarsi con se stesso e con la malattia del tutto nuova. Si svilupperà, inoltre, una maggiore consapevolezza dei propri affetti, delle relazioni e di conseguenza del proprio stato depressivo.
Un aspetto cruciale della terapia sarà l’analisi e interpretazione delle reazioni alla separazione, anche quella estiva tra terapeuta e paziente ad esempio, poiché queste persone mostrano grande sensibilità per i temi dell’abbandono e il rifiuto e tollerano poco la solitudine.

Dott.ssa Francesca Casamassima – Psicologa

Per ulteriori approfondimenti
Lingiardi V., Mc Williams N.,(2018), Manuale Diagnostico Psicodinamico seconda edizione (PDM-2), Raffaello Cortina Editore;
• Mc Williams Nancy, (2012),La Diagnosi Psicoanalitica, Astrolabio, Roma.