La dipendenza affettiva nella coppia - Nella Stanza dello Psicologo
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La dipendenza affettiva nella coppia

“L’amore immaturo dice: ti amo perché ho bisogno di te. L’amore maturo dice: ho bisogno di te perché ti amo”.

Erich Fromm

Vorrei partire da questa frase per riflettere su un aspetto dell’amore, a volte difficile da riconoscere, come la dipendenza affettiva.

Cos’è la dipendenza affettiva? Come faccio a capire se sono innamorata oppure ho bisogno dell’altro? Perché nonostante molte coppie siano infelici, lasciarsi a volte è impensabile?

Tante domande come queste vengono poste ogni giorno dai nostri pazienti che cercano risposte nello spazio terapeutico individuale o di coppia.

La dipendenza affettiva può essere definita come quella condizione caratterizzata da una eccessiva ricerca di amore e dipendenza, che compromette la capacità di stare in contatto con i propri bisogni.

L’essere umano di per sé è un essere sociale ed è nella sua natura entrare in relazione con gli altri. Non sempre però i rapporti sociali rappresentano una fonte di gratificazione, alcune volt e sono problematici e causa di profonda sofferenza.

Spesso, nonostante ci si senta infelici, si rimane incastrati in relazioni patologiche a discapito del proprio benessere psicofisico.  E’ importante ricordare che la felicità nelle relazioni di coppia è strettamente connessa allo stato di salute (cliccare qui per un approfondimento)

Le persone con dipendenza affettiva hanno molta paura del cambiamento. Spesso mascherano i propri desideri per il timore di rompere un equilibrio ( già abbastanza fragile) che è stato costruito rinunciando a se stessi.

Secondo alcuni autori l’amore in età adulta è simile al sentimento che il bambino prova nei confronti della madre. Il modo in cui l’adulto vive i rapporti ha molto a che fare con il modo con cui sono state vissute le relazioni con le figure significative nei primi anni di vita.  La dipendenza affettiva è spesso la conseguenza di importanti mancanze, difficoltà o incapacità amorevoli di chi doveva prendersi cura di noi.

E’ come se da adulti volessimo riparare questa ferita cercando nell’altro quell’amore del quale avevamo tremendamente bisogno da bambini. Si rimane in attesa che qualcuno possa prendersi cura di noi e si attribuiscono all’altro aspettative e ruoli irrealistici, destinati a far fallire la relazione.

“Ti amo perché ho bisogno di te” non significa amare la persona per quello che realmente è, ma piuttosto per ciò che rappresenta per chi ne è dipendente. Il partner potrebbe provare sentimenti di estraneità rispetto a delle cose che gli vengono attribuite, potrebbe sentirsi investito di aspettative e responsabilità che non gli appartengono e che potrebbero indurlo ad allontanarsi dalla coppia.

 “Ti amo perché ho bisogno di te” significa aggrapparsi a qualcuno cercando in lui/lei quel bisogno di amore insoddisfatto.  Ad esempio, si attribuisce al partner un potere salvifico, illudendosi che questo possa compensare alcune mancanze. Il partner a sua volta potrà inconsciamente accettare quel ruolo perché risponde ad un suo desiderio di centralità. Ma attenzione: l’incastro di questi aspetti da solo l’illusione che la relazione funzioni, perché se questi bisogni vengono messi in discussione, può crollare l’equilibrio della coppia.

“Ti amo perché ho bisogno di te” vuol dire delegare a qualcuno la responsabilità della propria felicità. La persona con questa dipendenza cade in un profondo sconforto quando non è in presenza del partner.  Perde il senso di sé e il potere rispetto al proprio benessere psicologico.  Si appiattisce al partner, evita di affrontare i sentimenti negativi e conflittuali derivanti dalle relazioni interpersonali per il timore di sentirsi nuovamente non amato. Il sentimento di insicurezza che origina dai fallimenti avvenuti nelle relazioni primarie guida la ricerca ossessiva dell’altro. La convinzione di non essere abbastanza degni di essere amati si trasforma nel timore di rimanere soli.

Queste persone si amano poco perché a loro volta non sono state amate abbastanza.

Come uscirne?

Cosa si può fare per riconoscere una dipendenza affettiva?

Le relazioni fonte di sofferenza dalle quali non riusciamo a separarci sono il primo segnale di una possibile dipendenza affettiva. Non riuscire ad accettare la fine di una relazione, l’ossessione verso il partner, la gelosia estrema, anche questi sono sintomi di una dipendenza.

Prendere consapevolezza del problema è il primo passo per poterlo affrontare.

Un percorso terapeutico può accompagnare la persona verso una maggiore conoscenza dei propri bisogni, perché solo in questo modo è possibile accogliere e ri-conoscere quelli dell’altro. Può aiutare a cambiare la convinzione (spesso inconscia) di non poter essere amati, con la consapevolezza di meritare la felicità.

La persona con una dipendenza affettiva ha bisogno di nutrire la propria autostima, credere in se stesso, imparare ad amarsi e a non avere paura di stare da solo perché solo in questo modo potrà davvero amare qualcun altro.

Il bisogno di sicurezza che guida la ricerca dell’amore deve lasciare spazio alla capacità di tollerare l’incertezza, ed è solo rinunciando a questo senso di sicurezza che è possibile vivere una relazione autentica e appagante.

“Ho bisogno di te perché ti amo” significa darsi all’altro senza perdere il contatto con se stessi.

Non è il senso di sicurezza che ci rende felici, quanto piuttosto la capacità di saperci rinunciare.

Dott.ssa Eliana Capannolo

3332072071

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